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Historia

La seconda Guerra Sannitica

Erano passati appena quattordici anni dalla riapacificazione tra i Quiriti e i Sanniti quando, a causa di un grave affronto, ripresero le ostilità. Secondo molti il motivo sarebbe stato questo: i cittadini cumani della citta' di Palepoli - Napoli, secondo Tito Livio, avevano commesso una serie di atti ostili contro i cittadini romani i quali avevano chiesto l'aiuto del loro esercito. Giunto sul posto, l'esercito romano trovò la citta' sbarrata ed al suo interno piu' di 6.000 soldati sanniti (327). Prima di dichiarare ufficialmente guerra al Sannio, si tentò un accordo pacifico ma alla fine entrambe le parti capirono che l'unica soluzione era lo scontro.
All'inizio la guerra sembrava volgere in favore di Roma: la citta' di Palepoli era infatti caduta anche grazie alla complicita' dei cittadini locali che ormai vedevano l'esercito sannita non come un alleato ma come un occupante. Dopo questa ci furono un altro grande numero di vittorie riportate da Quinto Fabio Massimo Rullano, Magister Equitum dell'allora Dictator Lucio Papirio Cursore.
Rifiutata la pace la guerra venne assegnata, nel 321, ai Consoli Tito Veturio Calvino e Spurio Postumio che si trovarono davanti un generale che dette loro del filo da torcere: Caio Ponzio; il generale sannita mandò degli uomini travestiti da pastori ad "avvertire" che l'esercito sannita si era diretto in Apulia e che aveva attaccato una citta' alleata di Roma: Luceria. I Consoli si diressero verso l'Apulia e decisero di passare per una stretta gola, le c.d. Forche Caudine, dal nome della vicina citta' di Caudium. Quando arrivarono in fondo alla gola però, i Quiriti trovarono un muro di pietre a sbarrargli la strada e, capita la trappola, cercarono di tornare indietro trovando anche l'altro ingresso sbarrato. Fu cosi' che il generale Sannita fece cio' che mai avrebbe dovuto fare: obbligo' i romani a passare nudi sotto il giogo ovvero sotto le lance nemiche.
Tornato in patria dopo aver concluso un trattato inaccettabile per Roma, il Console Spurio Postumio arringo' la folla a riprendere la guerra dopo essersi consegnato insieme al suo collega al nemico. Per rendere il suo gesto ancora piu' eroico e per farsi amare ancora di piu' dal popolo, davanti ai capi sanniti diede un calcio ad un Feziale dicendo che era diventato sannita e di usare quell'avvenimento come pretesto per riprendere la guerra. E la guerra riprese, sotto il comando dei Consoli Quinto Publio Filonoe e Quinto Papirio Cursore che andarono a liberare Luceria e costrinsero l'esercito sannita, comandanti in testa, a passare sotto il loro giogo. Roma affronto' anche altre ribellioni in Etruria ed in Campania, ribellioni che vennero represse con la forza. La vittoria definitiva viene data ai Consoli Lucio Potumio e Tito Minucio che conquistarono Bovianum, capitale della Confederazione Sannita.
Dopo venti anni -327/304- Roma usciva dalla guerra rafforzata e sempre piu' vicina alla conquista del Sud della Penisola.


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